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Instagram, Facebook o LinkedIn per aziende: quale social scegliere

Copertina dell'articolo di Enrico Fusco: quale social scegliere per la tua azienda tra Instagram, Facebook e LinkedIn

Il social giusto per la tua azienda è quello dove passano il tempo i tuoi clienti. In sintesi: Instagram è il più adatto per attività che vendono a privati e hanno qualcosa da mostrare (ristorazione, moda, turismo, bellezza, artigianato); Facebook resta utile per le attività locali con un pubblico adulto; LinkedIn è il social per chi vende ad altre aziende o cerca personale qualificato. Per una PMI, due canali curati valgono più di quattro trascurati.

Prima di scegliere: tre domande

Quando un’azienda mi chiede “su quali social dobbiamo stare?”, rispondo con tre domande:

  1. A chi vendi? A privati o ad altre aziende? Che età hanno i tuoi clienti?
  2. Cosa puoi mostrare? Prodotti belli da vedere, un processo interessante, competenze da spiegare, persone?
  3. Quanto tempo hai? Ogni canale richiede contenuti propri e qualcuno che risponda ai messaggi.

Le risposte di solito scelgono il canale da sole.

Instagram per aziende: quando conviene

Instagram è un social visivo: foto, reel, storie. Funziona quando hai qualcosa da far vedere e un pubblico di privati.

  • Per chi è adatto: ristoranti, bar, negozi, centri estetici, palestre, strutture turistiche, artigiani, eventi, moda, design.
  • Punti di forza: grande capacità di far scoprire l’attività a persone nuove (soprattutto con i reel), messaggi diretti per prenotazioni e richieste.
  • Cosa richiede: foto e video di buona qualità con continuità. È il canale che chiede più contenuti visivi.

Con Capannina Beach, per esempio, Instagram è stato il motore: il locale aveva molto da mostrare e un pubblico che vive sul telefono.

Facebook per aziende: quando conviene

Facebook non è morto, è invecchiato insieme al suo pubblico. Per molte aziende è ancora il social dove i clienti ci sono davvero.

  • Per chi è adatto: attività locali con clienti dai 40 anni in su, servizi alla persona e alla casa, associazioni, eventi del territorio, chi lavora molto con gruppi locali.
  • Punti di forza: gruppi di zona, eventi, recensioni, un pubblico adulto con capacità di spesa. Ed è indispensabile per fare pubblicità: anche gli annunci su Instagram passano dalla pagina Facebook.
  • Cosa richiede: meno impegno visivo di Instagram; spesso si possono riprendere gli stessi contenuti con un testo adattato.

LinkedIn per aziende: quando conviene

LinkedIn è il social del lavoro. È il più sottovalutato dalle PMI venete che vendono ad altre aziende, ed è spesso il più utile per loro.

  • Per chi è adatto: aziende che vendono ad altre aziende (produzione, consulenza, servizi, tecnologia), professionisti, aziende che cercano personale.
  • Punti di forza: raggiungi responsabili acquisti, titolari, tecnici. Mostra competenza e affidabilità, e aiuta molto nella ricerca di personale.
  • Cosa richiede: contenuti di valore (progetti, competenze, persone, novità di settore) e, cosa decisiva, il coinvolgimento del titolare e dei dipendenti. Su LinkedIn le persone ottengono molta più visibilità delle pagine aziendali: la pagina da sola raramente basta.

Tabella riassuntiva

Instagram Facebook LinkedIn
Pubblico Privati, più giovani Privati, più adulti Professionisti e aziende
Ideale per Attività da mostrare Attività locali Vendita ad aziende, ricerca personale
Contenuti Reel, foto, storie Post, eventi, gruppi Testi, progetti, persone
Impegno Alto (visivo) Medio Medio, richiede il titolare

Le combinazioni che consiglio più spesso

  • Attività locale rivolta ai privati: Instagram come canale principale, Facebook con gli stessi contenuti adattati.
  • Azienda che vende ad altre aziende: LinkedIn (pagina aziendale più profilo del titolare); Instagram solo se c’è un prodotto o un processo da mostrare, o per la ricerca di personale giovane.
  • Turismo e ospitalità: Instagram al centro, Facebook per eventi e pubblico adulto.

E TikTok? Può avere senso per alcune attività con un pubblico giovane e qualcuno in azienda a proprio agio davanti alla telecamera. Per la maggior parte delle PMI che seguo, però, è meglio far funzionare bene i canali principali prima di aggiungerne uno.

L’errore più comune: aprire tutto

Profili aperti ovunque, con l’ultimo post di due anni fa. Un profilo abbandonato fa più danni di un profilo che non esiste: chi lo trova pensa che l’azienda abbia chiuso, o che non curi i dettagli. Ne parlo anche nell’articolo sui 7 errori nella presenza online delle aziende.

Meglio scegliere uno o due canali, farli bene con un piano editoriale e una frequenza sostenibile, e collegarli al sito e alla scheda Google.

Non sai su quali social puntare per la tua azienda? Nel check-up analizzo i tuoi clienti, i tuoi concorrenti e il tempo che hai a disposizione, e ti dico quali canali tenere, quali chiudere e da dove partire.

Domande frequenti

Qual è il social migliore per un’azienda?

Quello dove sono i tuoi clienti. Per le attività che vendono a privati di solito è Instagram, affiancato da Facebook; per chi vende ad altre aziende è LinkedIn.

Un’azienda deve essere su tutti i social?

No. Per una PMI è meglio curare bene uno o due canali che essere presente ovunque con profili poco aggiornati.

LinkedIn serve anche alle piccole aziende?

Sì, se vendono ad altre aziende o cercano personale. Funziona soprattutto se il titolare e i collaboratori pubblicano e condividono, non solo la pagina aziendale.

Facebook è ancora utile per le aziende?

Sì, soprattutto per le attività locali con clienti adulti. Inoltre la pagina Facebook serve per fare pubblicità anche su Instagram.

Serve un profilo aziendale o basta quello personale?

Su Instagram e Facebook serve un profilo professionale o una pagina, per avere statistiche, pulsanti di contatto e pubblicità. Su LinkedIn servono entrambi: la pagina aziendale e il profilo personale del titolare.

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