Il social giusto per la tua azienda è quello dove passano il tempo i tuoi clienti. In sintesi: Instagram è il più adatto per attività che vendono a privati e hanno qualcosa da mostrare (ristorazione, moda, turismo, bellezza, artigianato); Facebook resta utile per le attività locali con un pubblico adulto; LinkedIn è il social per chi vende ad altre aziende o cerca personale qualificato. Per una PMI, due canali curati valgono più di quattro trascurati.
Prima di scegliere: tre domande
Quando un’azienda mi chiede “su quali social dobbiamo stare?”, rispondo con tre domande:
- A chi vendi? A privati o ad altre aziende? Che età hanno i tuoi clienti?
- Cosa puoi mostrare? Prodotti belli da vedere, un processo interessante, competenze da spiegare, persone?
- Quanto tempo hai? Ogni canale richiede contenuti propri e qualcuno che risponda ai messaggi.
Le risposte di solito scelgono il canale da sole.
Instagram per aziende: quando conviene
Instagram è un social visivo: foto, reel, storie. Funziona quando hai qualcosa da far vedere e un pubblico di privati.
- Per chi è adatto: ristoranti, bar, negozi, centri estetici, palestre, strutture turistiche, artigiani, eventi, moda, design.
- Punti di forza: grande capacità di far scoprire l’attività a persone nuove (soprattutto con i reel), messaggi diretti per prenotazioni e richieste.
- Cosa richiede: foto e video di buona qualità con continuità. È il canale che chiede più contenuti visivi.
Con Capannina Beach, per esempio, Instagram è stato il motore: il locale aveva molto da mostrare e un pubblico che vive sul telefono.
Facebook per aziende: quando conviene
Facebook non è morto, è invecchiato insieme al suo pubblico. Per molte aziende è ancora il social dove i clienti ci sono davvero.
- Per chi è adatto: attività locali con clienti dai 40 anni in su, servizi alla persona e alla casa, associazioni, eventi del territorio, chi lavora molto con gruppi locali.
- Punti di forza: gruppi di zona, eventi, recensioni, un pubblico adulto con capacità di spesa. Ed è indispensabile per fare pubblicità: anche gli annunci su Instagram passano dalla pagina Facebook.
- Cosa richiede: meno impegno visivo di Instagram; spesso si possono riprendere gli stessi contenuti con un testo adattato.
LinkedIn per aziende: quando conviene
LinkedIn è il social del lavoro. È il più sottovalutato dalle PMI venete che vendono ad altre aziende, ed è spesso il più utile per loro.
- Per chi è adatto: aziende che vendono ad altre aziende (produzione, consulenza, servizi, tecnologia), professionisti, aziende che cercano personale.
- Punti di forza: raggiungi responsabili acquisti, titolari, tecnici. Mostra competenza e affidabilità, e aiuta molto nella ricerca di personale.
- Cosa richiede: contenuti di valore (progetti, competenze, persone, novità di settore) e, cosa decisiva, il coinvolgimento del titolare e dei dipendenti. Su LinkedIn le persone ottengono molta più visibilità delle pagine aziendali: la pagina da sola raramente basta.
Tabella riassuntiva
| Pubblico | Privati, più giovani | Privati, più adulti | Professionisti e aziende |
| Ideale per | Attività da mostrare | Attività locali | Vendita ad aziende, ricerca personale |
| Contenuti | Reel, foto, storie | Post, eventi, gruppi | Testi, progetti, persone |
| Impegno | Alto (visivo) | Medio | Medio, richiede il titolare |
Le combinazioni che consiglio più spesso
- Attività locale rivolta ai privati: Instagram come canale principale, Facebook con gli stessi contenuti adattati.
- Azienda che vende ad altre aziende: LinkedIn (pagina aziendale più profilo del titolare); Instagram solo se c’è un prodotto o un processo da mostrare, o per la ricerca di personale giovane.
- Turismo e ospitalità: Instagram al centro, Facebook per eventi e pubblico adulto.
E TikTok? Può avere senso per alcune attività con un pubblico giovane e qualcuno in azienda a proprio agio davanti alla telecamera. Per la maggior parte delle PMI che seguo, però, è meglio far funzionare bene i canali principali prima di aggiungerne uno.
L’errore più comune: aprire tutto
Profili aperti ovunque, con l’ultimo post di due anni fa. Un profilo abbandonato fa più danni di un profilo che non esiste: chi lo trova pensa che l’azienda abbia chiuso, o che non curi i dettagli. Ne parlo anche nell’articolo sui 7 errori nella presenza online delle aziende.
Meglio scegliere uno o due canali, farli bene con un piano editoriale e una frequenza sostenibile, e collegarli al sito e alla scheda Google.
Non sai su quali social puntare per la tua azienda? Nel check-up analizzo i tuoi clienti, i tuoi concorrenti e il tempo che hai a disposizione, e ti dico quali canali tenere, quali chiudere e da dove partire.
Domande frequenti
Qual è il social migliore per un’azienda?
Quello dove sono i tuoi clienti. Per le attività che vendono a privati di solito è Instagram, affiancato da Facebook; per chi vende ad altre aziende è LinkedIn.
Un’azienda deve essere su tutti i social?
No. Per una PMI è meglio curare bene uno o due canali che essere presente ovunque con profili poco aggiornati.
LinkedIn serve anche alle piccole aziende?
Sì, se vendono ad altre aziende o cercano personale. Funziona soprattutto se il titolare e i collaboratori pubblicano e condividono, non solo la pagina aziendale.
Facebook è ancora utile per le aziende?
Sì, soprattutto per le attività locali con clienti adulti. Inoltre la pagina Facebook serve per fare pubblicità anche su Instagram.
Serve un profilo aziendale o basta quello personale?
Su Instagram e Facebook serve un profilo professionale o una pagina, per avere statistiche, pulsanti di contatto e pubblicità. Su LinkedIn servono entrambi: la pagina aziendale e il profilo personale del titolare.
