Quali sono gli errori più comuni nella presenza online di un’azienda? Quelli che vedo più spesso nelle PMI venete sono sette: un sito che non dice chiaramente cosa fai, una scheda Google trascurata, social aperti senza un piano, fornitori che non si parlano, contenuti senza foto e video propri, nessuna misurazione e l’idea che il passaparola basti. Sono tutti errori risolvibili, spesso senza grandi investimenti.
Il Veneto è pieno di aziende eccellenti nel loro lavoro e poco visibili online. Non per mancanza di qualità, ma perché per anni il cliente arrivava da solo: dal passaparola, dalla zona, dai rapporti personali. Oggi quel cliente, prima di chiamare, cerca su Google, guarda Instagram, legge le recensioni o chiede a ChatGPT. Ed è lì che questi errori costano contatti.
1. Il sito non dice in cinque secondi cosa fai e per chi
Molti siti aziendali si aprono con una foto dello stabilimento e una frase come “Da tre generazioni al servizio del cliente”. Bella, ma chi arriva non capisce cosa vendi, a chi e in quale zona.
Come correggerlo: la prima schermata deve dire cosa fai, per chi e dove, con le parole che usano i clienti. Subito sotto, un modo semplice per contattarti. Ho raccolto i controlli più utili nell’articolo sul sito aziendale che non porta contatti.
2. La scheda Google è incompleta o abbandonata
Orari sbagliati, foto di dieci anni fa, categoria generica, recensioni senza risposta. Per un’attività locale la scheda Google è spesso la prima cosa che un cliente vede, prima ancora del sito.
Come correggerlo: completa ogni campo, aggiungi foto recenti, rispondi a tutte le recensioni (anche a quelle negative, con calma e nel merito) e chiedi ai clienti soddisfatti di lasciarne una. Trovi una guida completa nell’articolo sul Google Business Profile.
3. Social aperti “perché bisogna esserci”
Pagina Facebook, Instagram, LinkedIn, a volte anche TikTok: tutti aperti, nessuno seguito davvero. L’ultimo post è di sei mesi fa, oppure si pubblica a caso quando qualcuno ha tempo. Un profilo abbandonato comunica trascuratezza più di un profilo che non esiste.
Come correggerlo: scegli uno o due canali dove sono davvero i tuoi clienti e seguili con un piano e una frequenza sostenibile. Chiudi o metti in pausa gli altri. Meglio due post buoni a settimana per un anno che dieci al mese per tre mesi.
4. Ogni fornitore va per conto suo
È l’errore che vedo più spesso e quello che costa di più. Il sito l’ha fatto un’agenzia, i social li segue un’altra persona, le foto le ha scattate un fotografo, la pubblicità la gestisce un consulente. Nessuno conosce il lavoro degli altri e il titolare fa da centralino.
Come correggerlo: serve una persona che tenga la direzione e coordini tutti, interna o esterna. È quello che chiamo regia della presenza online. Ne parlo anche nell’articolo su come coordinare sito, social e contenuti.
5. Foto di repertorio e nessun video
Le foto di stock con persone sorridenti in ufficio non convincono nessuno. I clienti vogliono vedere la tua azienda vera: le persone, il prodotto, il luogo, il lavoro fatto. E oggi senza video si perde gran parte della visibilità sui social.
Come correggerlo: pianifica una o due giornate di riprese all’anno per creare una scorta di foto e video da usare per mesi su sito, social e pubblicità. È il lavoro che facciamo con Hydra Space. Se vuoi capire cosa serve davvero, leggi l’articolo su foto e video aziendali.
6. Nessuno misura niente
Alla domanda “quanti contatti vi porta il sito al mese?” la risposta più frequente è “non lo so”. Senza numeri ogni decisione si prende a sensazione, e il budget va dove va il fornitore più convincente.
Come correggerlo: bastano pochi dati, controllati ogni mese. Quante richieste arrivano e da dove, quante chiamate dalla scheda Google, quali pagine del sito vengono visitate. E una domanda semplice ai nuovi clienti: “come ci hai conosciuto?”.
7. Pensare che il passaparola basti
Il passaparola resta fortissimo, soprattutto nelle nostre zone. Ma oggi passa anche da internet: chi riceve il tuo nome da un amico, prima di chiamarti, ti cerca online. Se trova un sito vecchio, nessuna recensione e un profilo social fermo, il consiglio dell’amico perde forza.
Come correggerlo: considera la presenza online come la conferma del passaparola. Non deve per forza portarti clienti nuovi da zero: deve far sì che chi ti cerca trovi un’azienda seria, attiva e facile da contattare.
Da dove partire
Non serve correggere tutto insieme. L’ordine che consiglio di solito è:
- scheda Google e contatti sul sito (risultati rapidi, costo basso);
- testi del sito e pagine dei servizi;
- misurazione minima;
- un piano per uno o due canali social;
- foto e video propri;
- coordinamento di tutti i fornitori.
Per capire in pochi minuti quali di questi errori riguardano la tua azienda, prova il test gratuito della presenza online.
Ti sei riconosciuto in più di un errore? Con il check-up della presenza online analizzo sito, Google, social e contenuti della tua azienda e ti consegno le priorità in ordine. Lavoro con aziende di Treviso e di tutto il Veneto.
Domande frequenti
Qual è l’errore più grave nella presenza online di un’azienda?
Spesso è la mancanza di coordinamento: sito, social, contenuti e pubblicità gestiti da persone diverse senza obiettivi comuni. Anche investimenti importanti rendono poco se ogni canale va per conto suo.
Una piccola azienda deve essere su tutti i social?
No. È meglio scegliere uno o due canali dove sono davvero i clienti e seguirli con continuità. Un profilo abbandonato fa un’impressione peggiore di un profilo assente.
Da cosa conviene partire per migliorare la presenza online?
Dalle correzioni rapide e poco costose: scheda Google completa, recensioni, contatti ben visibili sul sito e testi che spiegano chiaramente cosa fai e per chi.
Come faccio a sapere se la mia presenza online funziona?
Misura pochi dati ogni mese: richieste ricevute e loro provenienza, azioni sulla scheda Google, visite alle pagine dei servizi. E chiedi ai nuovi clienti come ti hanno conosciuto.
