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Piano editoriale social: come farlo in 6 passi (con esempio)

Copertina dell'articolo di Enrico Fusco: come fare un piano editoriale social

Un piano editoriale social è il documento che stabilisce cosa pubblicare, su quali canali, con che frequenza e con quale obiettivo. Per farlo servono sei passi: chiarire l’obiettivo, scegliere i canali, definire 3-5 rubriche fisse, decidere la frequenza, segnare le date importanti del mese e riempire un calendario. Per una PMI basta un foglio di calcolo aggiornato una volta al mese.

La differenza tra le aziende che pubblicano con costanza e quelle che spariscono dopo tre settimane, nella mia esperienza, è quasi sempre questa: le prime hanno un piano, le seconde decidono il giorno stesso.

Piano editoriale e calendario editoriale: che differenza c’è

Spesso si usano come sinonimi, ma sono due cose diverse:

  • il piano editoriale è la strategia: a chi parli, con che tono, quali argomenti tratti e perché. Si scrive una volta e si rivede ogni tre-sei mesi;
  • il calendario editoriale è l’applicazione pratica: quale post esce in quale giorno, su quale canale. Si prepara ogni mese.

Senza piano il calendario diventa una lista di post scollegati. Senza calendario il piano resta un bel documento nel cassetto.

Come fare un piano editoriale social in 6 passi

1. Decidi a cosa servono i social

“Esserci” non è un obiettivo. Scegline uno principale: far conoscere un’attività nuova, portare prenotazioni, raccogliere richieste di preventivo, trovare personale, rafforzare la fiducia dei clienti attuali. Ogni contenuto del piano dovrebbe servire a quell’obiettivo.

2. Scegli i canali (pochi)

Meglio due canali curati che quattro abbandonati. Per molte attività locali bastano Instagram e Facebook; per chi vende alle aziende LinkedIn è spesso più utile. Se hai dubbi, ne parlo nell’articolo su quale social scegliere per la tua azienda.

3. Definisci 3-5 rubriche fisse

Le rubriche sono il cuore del piano: tipi di contenuto che ritornano, riconoscibili. Risolvono il problema del “cosa pubblico oggi?”. Alcuni esempi che uso spesso:

  • dietro le quinte: come lavorate, chi siete, la preparazione di un prodotto;
  • consiglio utile: una cosa che il cliente dovrebbe sapere, spiegata in 30 secondi;
  • cliente o progetto: un lavoro finito, una recensione, un prima e dopo;
  • domanda frequente: la risposta a ciò che i clienti chiedono sempre;
  • novità e offerte: con moderazione, al massimo un contenuto su cinque.

4. Stabilisci la frequenza

Scegli un ritmo che puoi mantenere per un anno, non per un mese. Per una PMI, 2-4 post a settimana su Instagram più le storie sono sufficienti. Ho approfondito ritmi e orari nell’articolo su quando pubblicare su Instagram.

5. Segna le date che contano

Festività, ricorrenze, stagionalità del tuo settore, fiere, eventi locali, lanci. Vanno segnate prima, perché i contenuti per quelle date si preparano con anticipo. Per non dimenticarne nessuna puoi partire dal calendario delle ricorrenze 2027, gratuito.

6. Riempi il calendario del mese

Ora incroci tutto: giorni di pubblicazione, rubriche a rotazione, date speciali. Per ogni contenuto scrivi almeno data, canale, rubrica, formato (reel, carosello, foto, storia), argomento e chi lo prepara.

Esempio di piano editoriale social per una PMI

Ecco come potrebbe essere un mese per una pasticceria con Instagram e Facebook, tre pubblicazioni a settimana:

Giorno Rubrica Formato Esempio di contenuto
Martedì Dietro le quinte Reel La preparazione delle brioche alle 5 del mattino
Giovedì Consiglio utile Carosello Come conservare una torta alla crema
Domenica Cliente / prodotto Foto La torta di un compleanno, con il permesso del cliente
Ogni giorno — Storie Vetrina del giorno, sondaggi, risposte alle domande

Nella settimana di una festività (San Valentino, Pasqua, la festa del patrono) una delle tre pubblicazioni diventa il contenuto dedicato, preparato con due settimane di anticipo.

Gli errori che vedo più spesso

  • Piani troppo ambiziosi: un post al giorno su quattro canali, che dopo tre settimane salta;
  • solo offerte e prodotti: il pubblico smette di guardare;
  • nessuna foto o video pronti: il piano c’è, ma manca il materiale. Per questo conviene organizzare una giornata di riprese ogni due-tre mesi;
  • nessun controllo dei risultati: senza guardare i numeri non sai quali rubriche funzionano.

Come lo imposto con i clienti

Il piano editoriale non vive da solo: deve parlare con il sito, con le campagne pubblicitarie, con le foto e i video che si producono. Per questo lo costruisco dentro una regia della presenza online: se a marzo il sito lancia un nuovo servizio, a marzo anche i social ne parlano, e le riprese sono state pianificate a febbraio.

Ogni mese preparo il calendario, ogni trimestre rivedo le rubriche in base ai numeri. Quelle che non funzionano si cambiano, senza affezionarsi.

Vuoi un piano editoriale fatto su misura, o qualcuno che lo porti avanti al posto tuo? Scopri come funziona la gestione dei social media.

Domande frequenti

Cosa deve contenere un piano editoriale social?

Obiettivo, pubblico, canali, tono di voce, rubriche fisse, frequenza di pubblicazione e date importanti. Il calendario mensile poi indica, per ogni contenuto, data, canale, formato, argomento e responsabile.

Con che strumento si fa un piano editoriale?

Per una PMI basta un foglio di calcolo (Excel o Fogli Google). Strumenti come Meta Business Suite servono poi per programmare la pubblicazione dei post.

Ogni quanto va aggiornato il piano editoriale?

Il calendario ogni mese, le rubriche e la strategia ogni tre-sei mesi, guardando quali contenuti hanno funzionato.

Quanto tempo serve per preparare un piano editoriale?

La prima volta qualche ora, per definire obiettivi e rubriche. Poi preparare il calendario del mese richiede in genere una o due ore, se le rubriche sono chiare.

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