La bio è la prima cosa che legge chi arriva sul tuo profilo, e decide in pochi secondi se seguirti, scriverti o andare via. Non serve essere creativi: serve essere chiari. Questo è lo schema che uso.
Lo schema in 4 righe
- Cosa fai e per chi, con le parole dei clienti.
- Cosa ti rende diverso: un fatto, non un aggettivo.
- Dove sei, se lavori in una zona.
- Cosa fare adesso: prenota, scrivi, scopri, con il link.
Anche il nome del profilo (il campo “Nome”, non lo username) conta: Instagram lo usa nella ricerca. “Mario Rossi · Parrucchiere Treviso” si trova, “Mario Rossi” no.
Esempi per settore
Ristorante o locale
Pizza napoletana a lunga lievitazione 🍕 Impasto di 48 ore, forno a legna 📍 Castelfranco Veneto · aperti tutte le sere 👇 Prenota il tuo tavolo
Negozio
Scarpe da donna comode ma belle 👠 Provale in negozio o ordinale in DM 📍 Centro storico di Treviso 👇 Novità della settimana
Studio professionale
Commercialista per partite IVA e startup Ti spiego le tasse senza giri di parole 📍 Padova e online 👇 Prenota una prima consulenza
Azienda B2B
Arredi su misura per hotel e ristoranti Dal progetto al montaggio, dal 1987 🏭 Made in Veneto · consegne in tutta Europa 👇 Guarda i progetti
Hotel o struttura turistica
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Gli errori più comuni
- Frasi vaghe come “passione e qualità dal 1990”: non dicono cosa fai.
- Nessun invito all’azione: chi legge non sa cosa fare dopo.
- Link alla homepage generica: meglio una pagina con prenotazione, menu o contatti, o una pagina di link.
- Troppe emoji o hashtag: rendono la bio difficile da leggere.
Sistemata la bio, servono contenuti costanti: ti aiutano le 30 idee di contenuto e i 10 prompt per scrivere i post.
