Un sito aziendale dovrebbe aiutare le persone a capire cosa fai, perché scegliere te e come contattarti. Se riceve visite ma non genera richieste, il problema potrebbe essere nel messaggio, nella navigazione o nel percorso che porta al contatto.
Prima di rifarlo da zero o aumentare il budget pubblicitario, controlla questi sette aspetti.
1. Si capisce subito cosa offre l’azienda?
Chi arriva sul sito dovrebbe capire in pochi secondi:
- che cosa vendi o quale servizio offri;
- a chi ti rivolgi;
- in quale zona lavori, se il servizio è locale;
- quale problema aiuti a risolvere.
Un titolo generico come “Benvenuti nel nostro sito” occupa uno spazio prezioso senza spiegare il valore dell’offerta. Meglio una frase concreta, accompagnata da una breve descrizione e da un invito all’azione.
2. Il sito parla ai clienti o soltanto dell’azienda?
La storia dell’impresa e le sue competenze sono importanti, ma chi visita il sito spesso vuole prima capire se può risolvere il proprio problema.
Prova a rileggere la homepage dal punto di vista di un potenziale cliente. Trova risposta a queste domande?
- Il servizio è adatto alla mia situazione?
- Come si svolge il lavoro?
- Che risultati o benefici posso aspettarmi?
- Qual è il prossimo passo?
Le informazioni sull’azienda acquistano valore quando aiutano a rispondere a queste domande, per esempio mostrando esperienza, metodo e progetti realizzati.
3. È chiaro cosa fare per chiedere informazioni?
Il contatto non dovrebbe essere una caccia al tesoro. Rendi visibile il passo successivo con pulsanti dal testo specifico, come “Richiedi un preventivo”, “Prenota una consulenza” o “Parliamo del tuo progetto”.
Verifica anche che:
- il modulo sia breve e semplice da compilare;
- indirizzo email e numero di telefono siano facili da trovare;
- i pulsanti funzionino da smartphone;
- dopo l’invio il visitatore capisca che la richiesta è stata ricevuta.
Se proponi più servizi, ogni pagina dovrebbe avere un invito all’azione coerente con quel servizio.
4. Da smartphone si legge e si naviga bene?
Molte persone visitano i siti dal telefono. Controlla il tuo sito su uno smartphone reale, non soltanto nell’anteprima del computer:
- il testo è leggibile senza ingrandire?
- i pulsanti sono comodi da premere?
- il menu è semplice?
- il modulo si compila senza difficoltà?
- immagini o finestre coprono i contenuti?
Una pagina scomoda da usare può far abbandonare il sito prima che il visitatore trovi le informazioni che cerca.
5. Il sito trasmette fiducia?
Prima di contattare un’azienda, le persone cercano segnali che confermino di potersi fidare. Puoi aiutarle mostrando informazioni verificabili, come:
- casi studio e progetti realizzati;
- testimonianze autentiche;
- fotografie del team, dei prodotti o dei lavori;
- indirizzo e recapiti aggiornati;
- spiegazioni chiare di come lavori.
Evita affermazioni vaghe o promesse assolute. Un esempio concreto, con contesto e risultato, è più utile di una frase come “siamo i migliori”.
6. Le pagine rispondono alle domande che le persone cercano su Google?
Una pagina efficace non si limita a presentare un servizio: chiarisce anche le domande che un potenziale cliente si pone prima di scegliere.
Per esempio, può spiegare:
- a chi è rivolto il servizio;
- che cosa comprende;
- quali informazioni servono per iniziare;
- quanto dura il processo;
- quali sono i passaggi successivi.
Usa parole che i clienti usano davvero e inseriscile in modo naturale nei titoli e nei testi. Se lavori in una zona specifica, indica con precisione dove offri il servizio e crea pagine locali solo quando puoi fornire informazioni utili e pertinenti per quell’area.
7. Sai da dove arrivano le richieste?
Per capire se il sito funziona, non basta contare le visite. È utile sapere quali pagine vengono consultate, da dove arrivano le persone e quali azioni compiono.
Controlla, per esempio:
- quali pagine ricevono più visite;
- quali canali portano utenti interessati;
- quante persone cliccano su email o telefono;
- se i moduli vengono completati;
- da quali pagine arrivano le richieste migliori.
Se il sito riceve visite ma nessuno compila il modulo, c’è un problema diverso rispetto a un sito che non viene trovato. Capire questa differenza aiuta a scegliere l’intervento giusto.
Prima di rifare il sito, individua il punto in cui si blocca
Un sito può non generare contatti per motivi diversi: poca visibilità, un’offerta poco chiara, difficoltà di navigazione o mancanza di fiducia. Per questo, prima di investire in un nuovo sito o in più pubblicità, conviene analizzare l’intero percorso: da come le persone ti trovano fino al momento in cui decidono di contattarti.
Nel mio check-up della presenza online analizzo sito, Google e SEO locale, social, recensioni, concorrenti e coerenza del brand. Ricevi un report con le priorità e una restituzione in cui vediamo cosa intervenire subito, cosa pianificare e cosa non serve fare.
Vuoi capire perché il sito della tua azienda non porta richieste? Prenota una call e raccontami cosa sta succedendo.
Domande frequenti
Perché il mio sito aziendale riceve visite ma non richieste?
Può succedere quando l’offerta non è chiara, i contatti sono difficili da trovare, il sito è scomodo da usare o mancano elementi che aiutino a fidarsi. Per individuarne la causa servono dati e un’analisi delle pagine.
Perché il mio sito non compare su Google?
Le cause più comuni sono quattro: il sito è nuovo e Google non l’ha ancora letto; c’è un’impostazione che chiede ai motori di ricerca di non mostrarlo (in WordPress è l’opzione “Scoraggia i motori di ricerca”, da togliere quando il sito va online); il sito non è collegato a Google Search Console, dove si invia la mappa del sito e si chiede l’indicizzazione delle pagine; oppure le pagine non usano le parole che le persone cercano davvero. Per una prima verifica scrivi su Google site: seguito dal tuo dominio, per esempio site:nomeazienda.it: se non compare nessun risultato, il sito non è ancora indicizzato. Le basi da avere in ordine sono nella checklist di cosa deve avere un sito aziendale.
Devo rifare il sito se non porta clienti?
Non sempre. A volte bastano modifiche ai testi, alle pagine dei servizi o ai moduli di contatto. Prima di rifarlo, conviene capire che cosa non sta funzionando e quali obiettivi deve raggiungere.
Come capisco se il sito genera contatti?
Tieni traccia di richieste inviate, chiamate ed email provenienti dal sito, oltre a visite e clic. Le metriche utili sono quelle che mostrano se le persone interessate compiono davvero il passo successivo.
Quanto tempo serve per vedere un miglioramento?
Dipende dal problema e dall’intervento. Rendere più chiaro un pulsante può facilitare subito il contatto; migliorare la visibilità organica richiede invece tempo e monitoraggio.
